Chi tutela il Facilitatore certificato?

This topic contains 5 replies, has 4 voices, and was last updated by Avatar Fabio 4 years, 2 months ago.

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  • #4898
    Avatar Fabio 
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    Buongiorno a tutti,
    ho qualche domanda sul Facilitatore LSP :
    -Chi tutela la professionalità del facilitatore certificato LSP?
    -E’ necessario essere certificati per insegnare/facilitare il metodo LSP?
    -Quali sono le organizzazioni che certificano e da chi sono riconosciute?
    Da ultimo arrivato ho la sensazione che LSP sia maturo per una sorta di “albo” dei professionisti certificati, riconosciuto e vigilato da un'”autorità super partes” come la Lego Foundation (che ora si occupa solo di bambini),che ne dite?

    #4899
    Avatar Fabrizio Faraco 
    Participant

    Essere certificati non è necessario, ma solo consigliato. Un facilitatore certificato ha un’etica e una professionalità che emergono alla lunga. Essere certificati non implica che si è buoni facilitatori tout-court. Non credo serva un ordine né tanto meno un’autorità garante. Credo che debba essere il “mercato” (inteso come competizione tra migliori) a decidere. Mi piace recuperare un articolo di una partecipante ad un workshop con Paolo Manocchi e Lorenzo Massacci (entrambi certificati e validissimi professionisti) che pone la questione dei facilitatori nei giusti termini. http://www.ilariamauric.it/2014/11/24/perche-giocare-seriamente-con-i-lego-serious-play/

    #4913
    Avatar Massimo Mercuri 
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    Prima di tutto credo che bisogna essere prima facilitatori, poi imparare il metodo, per avere risultati di impatto per il cliente.
    Un facilitatore professionale no si mette a vendere un metodo solo per dire che lo fa. In quel caso si certifica.

    Peró …. e qualcuno lo deve dire un “peró” … forse c’é un valore a mantenere un album.

    Penso alla possibilitá di gente che non é certificata sputtana il metodo … e il cliente paga il conto.
    Penso che uno certificato potrebbe perdere l’oppotunitá di un’esperienza del cliente, perché un ciarlatano lo da gratis … e poi sputtana il metodo!

    Insomma, un album previene lo sputtanamento? non son sicuro perché a volte ci sputtaniamo da soli, ed io non no un catalogo delle mie parti certificate, anche se magari qualcuna potrebbe essere da museo … dell’orrore!

    Caffé ?

    #4958
    Avatar Fabrizio Faraco 
    Participant

    Come sempre il confronto ci aiuta a trovare soluzioni originali. Sono d’accordo con quanto scrive Massimo Mercuri. Pur non trovando l’idea di un albo, intesa come ordine, utile, l’idea di un album, inteso come quelli dei college americani che vediamo spesso nei film e nelle serie, è un’ottima idea. In fondo la cosa più vicina a questo album è proprio questo sito che Marko Rillo tiene così bene

    #4974
    Avatar Patrizia Bertini 
    Participant

    Concordo con Fabrizio: questo funge da Albo e supporto, perchè qui ci capitano o coloro che si sono certificati, o quelli realmente interessati e motivati ad apprendere il metodo.
    Non che SeriousPlayPro sia una garanzia, ma certamente dimostra chi sono le persone interessate a capire, confrontarsi ed apprendere il metodo.
    Poi tra il conoscere ed il praticare (facilitare) si sa… Ci sta il mare.

    Io personalmente sono contraria all’albo al’italiana per un paio di motivi:
    – Un albo è alla fine un business – mentre qui il business è marginale (non si paga e non c’è buricrazia dietro a SPpro)
    – Un albo non garantisce nulla, se non che si è pagato i dazi. Ma non attesta la capacità.
    – gente che pratica senza preparazione c’è e c’è sempre stata (quanti i medici senza laurea?)
    – la reputazione e la capacità di dimostrare capacità sul campo IMHO resta la più valida prova e garanzia

    #4977
    Avatar Fabio 
    Participant

    Come si fa a non essere d’accordo Patrizia.Ma i medici che esercitano senza laurea compiono un reato i “se dicenti” esperti LSP no.Di sicuro dietro un blog o un gruppo Linkedin non c’e’ business,anzi brava tu ad averlo avviato e quanto tempo.. e pazienza.Ma siccome il business di chi certifica (con grande professionalita’tra l’altro) c’e’ immaginavo che oltre ad un pezzo di carta ci fosse anche una tutela, tutto qui.Io mi sto avvicinando rapidamente ai 60 ahime’ma se fossi un 30 o 40 enne le garanzie sulla mia professionalita’le vorrei, eccome.

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